
Molte aziende prendono il video da sito, lo croppano, lo caricano su Instagram e dicono «facciamo i social». Non è un contenuto social. È un 16:9 maltrattato.
Il verticale nasce verticale: cellulare in mano, taglio secco, un gancio nei primi fotogrammi, si legge anche senza audio. Se i primi tre secondi non tengono, lo scroll è già altrove.
Cosa produciamo
Reel, shorts, serial. Stesso mestiere del video da impresa, altro ritaglio. La playlist Social 9:16 sul canale è pubblica: house, AI, pezzi nati per YouTube Shorts e TikTok.
Serve a chi ha già un sito e deve esistere nel feed. Non sostituisce la home. La affianca. Il sito convence chi è arrivato. Il verticale fa arrivare.
Una regola
Un contenuto che ha bisogno delle cuffie e dello schermo del portatile per funzionare, sui social è morto. Testo in sovrimpressione, un volto o un oggetto netto, un ritmo da scroll. Poi, se il pezzo merita, si manda al sito.
Se il feed della vostra pagina è fermo, o è una vetrina di volantini, si può ripartire da tre format. Non da trenta post a settimana.
